Consigli

Le informazioni di seguito riportate sono finalizzate esclusivamente alla prevenzione, in nessun caso si sommano o sostituiscono le indicazioni del medico. Le informazioni riportate sono di carattere generale e si rifanno a concetti scientificamente condivisi e comunicati nella forma più facilmente comprensibile.

PhARMASKEDE
IPERTENSIONERITENZIONE IDRICACALDO E ALIMENTAZIONECIBO E ABBRONZATURAIPERCOLESTEROLEMIEDIARREASPORT E ALIMENTAZIONEEMORROIDI E ALIMENTAZIONESTANCHEZZARADICALI LIBERICEFALEA E ALIMENTAZIONEDIABETEINSONNIASTIPSIINFLUENZAVITAMINA COMEGA 3DIFFICOLTA’ DIGESTIVEALCOLCADUTA DEI CAPELLIACUTEZZA VISIVAAFTE E STOMATITICISTITEALITOSIHERPESACIDITA’
Fattori di rischio per l’insorgenza di ipertensione e di patologie cardiovascolari sono: stress, sedentarietà, sovrappeso, fumo e abitudini alimentari scorrette. Per prevenire l’ipertensione si consiglia una dieta povera di sodio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di non superare i 5 grammi al giorno (la media in Italia è di 10 grammi al giorno).

Esempi di fitoterapici preventivi: olivo, biancospino e pilosella in compresse, ginko biloba, inositolo.

Esempi di nutraceutici: aglio, olio di pesce e sali dietetici, tra i quali: sale iposodico: addizionato con cloruro di potassio; sale asodico: miscela di aromi vegetali (rosmarino, salvia, origano, aglio, prezzemolo, peperoncino) con max 0,12 % di sodio; sale marino integrale: contiene anche iodio, magnesio, zolfo, zinco, rame, fosforo; sale iodato: addizionato con iodio; gomasio: ottenuto con aggiunta di sale ai semi di sesamo tostati o alle alghe.

La ritenzione idrica è la tendenza a trattenere liquidi nell’organismo. Il ristagno è più accentuato nelle zone predisposte all’accumulo di grasso (addome, cosce e glutei). Abitudini alimentari scorrette possono aggravare la situazione. È importante consumare molta frutta e verdura in particolare quella ricca di vit C (kiwi, fragole, agrumi, spinaci, pomodori e peperoni), che protegge i capillari sanguigni. L’acqua che si beve dovrebbe essere oligominerale con residuo basso e con poco sodio. L’elevato contenuto di potassio (K) negli alimenti naturali è determinato dal suo indispensabile ruolo nella produzione dell’energia, che è invece bloccata da un eccesso di sodio. L’attuale alimentazione umana, arricchita di sodio e impoverita di potassio, sia per la raffinazione sia per la cottura, è da considerare fuori dalle leggi della natura: in circa 5000 anni l’uomo è passato da una dieta con rapporto potassio-sodio di 16:1 a una dieta con rapporto 0,7:1. Bisogna comunque ricordare che il sodio è un minerale essenziale per l’organismo ed un’eccessiva carenza, anche se difficilmente realizzabile con la normale alimentazione, potrebbe avere gravi effetti collaterali (nausea, crampi muscolari, affaticamento, apatia mentale).

Qualche rimedio fitoterapico: fucus, pilosella, centella, tarassaco, betulla, etc.

Qualche rimedio nutraceutico: nettare di mirtillo, sciroppo di carciofo, tisane al tè verde.

Occorre limitare i cibi che richiedono una digestione lunga e laboriosa: salumi, fritture, salse e intingoli. Meglio mangiare pasta e riso con condimenti leggeri (pomodoro fresco e olio extravergine di oliva), frutta e verdura di stagione. Sono consigliati i cibi di gusto amarognolo (cicoria, radicchio, rucola, pompelmo) e acidulo (agrumi, yogurt) perché rinfrescanti. Un alleato anticaldo in cucina è il peperoncino: provoca vasodilatazione e una lieve sudorazione che abbassa la temperatura corporea. È utile il consumo di pesce e gelati, specialmente alla frutta perché più ricchi di acqua. È necessario ridurre il consumo di alcolici freddi e ghiacciati compresi i sorbetti e limitare gli alimenti troppo zuccherini (anche i ghiaccioli). Infatti i carboidrati a dosi ingenti provocano un innalzamento dell’insulina nel sangue responsabile di un repentino abbassamento della glicemia con conseguente sensazione di spossatezza. Occorre bere molta acqua evitando bevande troppo dolci e gassate. L’anziano poi spesso deve bere acqua pur non sentendone il bisogno. La mancanza di una congrua assunzione di liquidi porta a un ispessimento del sangue con conseguente aumento delle resistenze e fatica per il cuore. La viscosità del sangue rappresenta un serio pericolo.

Esempi di fitoterapici per la prevenzione dei disturbi da caldo: integratori salini, salvia in compresse (limita la eccessiva sudorazione).

Esempi di nutraceutici: acqua minerale non gassata, infusi di karkadè, menta e tè alla menta fresca.

L’esposizione al sole causa uno stress all’organismo che si difende con l’abbronzatura la quale proteggerà le piccole terminazioni nervose sottocute dalle radiazioni solari. Infatti, contro le radiazioni, i melanociti dell’epidermide producono un pigmento bruno chiamato melanina. Chi si espone nelle ore centrali della giornata acquisisce una colorazione rossastra dovuta non alla melanina che è scura ma all’ustione provocata dal sole. Nei paesi nordici, dove le radiazioni solari sono deboli, il colorito chiaro della pelle garantisce un’adeguata sintesi di vit D; nelle zone equatoriali l’elevata presenza di melanina protegge la pelle dai danni delle forti radiazioni solari (melanoma, distruzione dei folati e inibizione della spermatogenesi). Perciò la selezione naturale ha favorito individui con pelli scure nelle regioni tropico-equatoriali e con pelle chiare nelle regioni nordiche. L’eccezione è rappresentata dagli esquimesi che hanno la pelle scura pur abitando in zone artiche: questo è spiegato dalla loro dieta ricca di calcio e vit D. Per garantirsi un’abbronzatura è opportuno seguire una dieta corretta già prima dell’esposizione solare. I micronutrienti indispensabili sia prima che durante l’esposizione sono:

vit A: benefica per epidermide e mucose, infatti la sua carenza determina una cute secca e rugosa; si trova in latte, formaggi, tuorlo d’uovo;

carotenoidi: antiossidanti e precursori della vit A e della sintesi di melanina; li troviamo prevalentemente in albicocche, carote, pomodori, peperoni rossi, cachi, melone, zucca, papaia, verze, fragole, anguria, cavolfiore, fegato, pesche, spinaci, indivia, asparagi;

vit C: è antiossidante e partecipa alla formazione del collagene (fondamentale per l’elasticità della pelle); la troviamo in agrumi, broccoli, cavoli, kiwi, mango, papaia, peperoni e pomodori;

vit E: protegge la pelle dai danni dei raggi uv; si trova in oli vegetali, (girasole, mais, oliva), avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi;

selenio: è indispensabile per la formazione di un enzima antiossidante (glutatione-perossidasi). Si trova in aglio, broccoli, cavolo, cereali, cetrioli,

cipolle, sedano, carni (agnello, anatra, maiale, pollo), formaggi stagionati,pesce, tuorlo d’uovo;

zinco: protegge l’epidermide dai radicali liberi e partecipa alla costituzione del collagene. Si trova in: cereali, legumi, frutta oleosa, carote, cavolo verde, sedano, spinaci, acciughe, polipo, carne in genere;

biotina, cisteina, metionina: in carne, pesce, latte, uova, cereali, lievito di birra;

rame: in cozze, salmone, miele, semi oleosi, germe di grano, avena, orzo, funghi;

ferro: in carne, fegato, pesce, frutti di mare, cereali integrali, legumi secchi, semi oleosi, frutta secca, verdure verdi.

Esempi di fitoterapici che favoriscono l’abbronzatura: luteina, omega 3 in compresse, zinco, vit B.

Esempi di nutraceutici: succo di pomodoro (licopene noto carotenoide), succo di carota, papaia, lievito di birra, succo ACE, succo di mirtillo (luteina), olio di pesce, olio di germe di grano.

Il colesterolo è un componente della membrana cellulare, delle lipoproteine ed è un precursore di ormoni e sali biliari. La produzione interna di colesterolo, che avviene nel fegato e nell’intestino, è di circa 1 o 2 grammi al giorno indipendentemente dall’assunzione col cibo.

Quando il livello di colesterolo aumenta, i depositi grassi composti di colesterolo e calcio si accumulano nelle arterie, incluse quelle del cuore, aumentando la possibilità di patologie cardiovascolari.

Anche i trigliceridi, (esteri degli acidi grassi), sono coinvolti, se presenti a livelli ematici elevati, nell’insorgenza di patologie cardiovascolari. Queste sindromi dismetaboliche possono essere di natura ereditaria o legate a stili di vita scorretti e/o ad abitudini alimentari sbagliate.

Gli alimenti da usare con moderazione, poiché contengono grandi quantità di colesterolo, sono: fegato, uova, caviale, rognone, gamberetti, agnello, aragosta. Quelli più ricchi di grassi (trigliceridi) sono: burro, lardo, insaccati, margarina, salsiccia. L’ostruzione dei vasi sanguigni dipende non solo dal contenuto di colesterolo ma anche degli acidi grassi saturi.

Esempi di fitoterapici preventivi dell’ipercolesterolemia: aglio, olivo, cardo mariano, garcinia Cambogia.

Esempi di nutraceutici preventivi dell’ipercolesterolemia: lecitina di soia in granuli, olio di pesce, olio di germe di grano.

Esempi di fitoterapici per la prevenzione e/o trattamento dell’obesità: baccello di fagiolo, tè vergine, glucomannano, chiosano.

Esempi di nutraceutici per la prevenzione e/o trattamento dell’obesità: crusca, succo di pompelmo, tè vergine, matè, guarana, vari tipi di alghe.

Si consiglia l’uso di carni bianche (pollame, suino magro, ovino parte magra) e il consumo di pesce, mentre i formaggi sono sconsigliati per il loro alto contenuto sia in grassi saturi che in colesterolo (ad eccezione di quelli scremati). Il consumo di uova va ridotto, o possibilmente limitato all’albume.

Sono consigliati i cibi con indice di CSI (colesterolo/grassi saturi) inferiore a 10.

La diarrea è un disturbo diffuso caratterizzato da evacuazioni frequenti e da feci liquide.

La causa più comune è la presenza di batteri estranei nel tratto intestinale del colon. Altre cause possono essere stress emotivo, allergie alimentari, terapie antibiotiche, uso prolungato di lassativi, cibo avariato (es. diarrea del viaggiatore) o una dieta troppo ricca di sostanze fibrose.

Si consiglia una buona idratazione bevendo acqua o tè con limone oppure soluzioni da acquistare in farmacia o preparabili in casa nel seguente modo: aggiungere a 1 litro di acqua 4 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaino di sale da cucina, 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio, il succo di due arance o di un pompelmo o di due limoni. Si beve una tazza di questa soluzione preferibilmente dopo ogni evacuazione.

La dieta del paziente affetto da diarrea deve essere ricca di proteine, carboidrati, vitamine e minerali per compensare la perdita di tutti questi elementi nutritivi.

I cibi consigliati sono: riso bollito, crema di riso o semolino, patate e carote lesse, pane tostato e grissini, yogurt. Dopo un paio di giorni si potranno reintrodurre nella dieta carne magra, prosciutto, formaggi freschi non grassi e per ultimo il latte.

Qualche esempio di fitoterapico usato nella prevenzione della diarrea: malva, carbone vegetale, integratori salini e vitaminici (specie del gruppo B).

Qualche esempio di nutraceutico: argilla bianca, lievito di birra, polline di api, fermenti lattici.

Esistono differenze nell’alimentazione da seguire in funzione del tipo di attività che si svolge.

Chi pratica sport di resistenza (maratona, fondo, sci e ciclismo) necessita di una grande scorta di carboidrati (pasta, riso, patate, pane, frutta fresca e secca, verdure).

Per chi pratica sport di forza (sollevamento pesi, atletica pesante) è importante l’apporto di proteine (carne, pesce), mentre quello di grassi deve essere moderato. Le proteine costruiscono il motore del corpo, cioè la massa muscolare, gli zuccheri sono il carburante che lo fa funzionare.

La camminata lenta e prolungata consuma i grassi del corpo, la corsa veloce con sforzo intenso consuma gli zuccheri causando abbassamento della glicemia e successivo senso di fame.

Per l’atletica leggera è importante assumere carboidrati a breve e media assimilazione.

In generale sono da evitare quei cibi la cui permanenza nello stomaco supera le 2/3 ore, ossia affettati, arrosti, pasta al ragù, fritti.

Naturalmente prima, durante e dopo l’attività sportiva non deve mai mancare un’assunzione congrua di acqua e sali minerali per evitare uno squilibrio idrosalino.

Si consigliano integratori e/o nutraceutici a base di: sali minerali, amminoacidi ramificati, maltodestrine, carnitina, carnosina, mieli arricchiti con pappa reale e ginseng.

Le emorroidi sono dilatazioni varicose delle vene dell’ano e del retto. Sono dovute a fattori di natura costituzionale (debolezza e ridotta elasticità delle pareti venose, problemi circolatori) ed ambientale (lavori e sport particolari, gravidanza, stipsi, alimentazione disordinata, fumo, alcool e sedentarietà).

Per quale motivo i disordini alimentari possono influire sullo stato delle emorroidi? Perché il sangue venoso che proviene dal plesso emorroidario confluisce nella vena porta, che va direttamente al fegato. Quindi tutto ciò che congestiona quest’organo (malattie del fegato e/o alimentazione scorretta ) ostacola un regolare svuotamento delle vene emorroidarie.

Esempi di fitoterapici per la prevenzione delle emorroidi: pungitopo, vite rossa, centella, ippocastano, cipresso, rabarbaro (nella stipsi con lesioni rettali).

Qualche soluzione nutraceutica: crusca (1 cucchiaio al giorno), succo di mirtillo, carciofo, avena in fiocchi, polline, siero di latte, peperoncino rosso.

Quando la stanchezza non è dovuta a una delle tante patologie che la possono provocare (anemia, infezioni, diabete, disturbi tiroidei, colite, intolleranze alimentari, ecc.), giova seguire un’alimentazione equilibrata.

Occorre evitare pietanze ipercaloriche e alimenti ricchi in grassi e zuccheri (salumi, formaggi, dolciumi) e privilegiare frutta fresca, cereali integrali, frutta secca, miele come dolcificante e yogurt. Tra i cereali consigliamo l’avena in fiocchi, ricca di fibre e tonificante grazie al contenuto del suo olio essenziale ricco di avenina (attenzione! Essa viene inattivata in seguito a cottura o tostatura).

Sostanze come inositolo e carnitina svolgono un’azione energetica e disintossicante; il primo è contenuto in agrumi, cereali integrali, noci e carne; la seconda prevalentemente nelle carni rosse e nei latticini.

Prima di affrontare uno sforzo fisico o mentale bisogna privilegiare cibi con tempo di permanenza nello stomaco inferiore a due ore e carboidrati semplici a rapido assorbimento (fruttosio, glucosio, maltodestrine).

Esempi di fitoterapici nella prevenzione della stanchezza fisica e mentale: damiana, guaranà, ginseng, pappa reale, melissa, tiglio, eleuterococco, spirulina.

Qualche esempio di nutraceutico: lievito di birra, olio di germe di grano, olio di fegato di merluzzo, polline d’api, succo di mirtillo, succo di mela e d’uva.

I radicali liberi (molecole instabili, con un solo elettrone anziché due) sono “scarti” che si formano nelle cellule quando l’ossigeno viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia (ossidazione). I principali sono: anione superossido, idrossile, diossido d’azoto, ossido nitrico, ossigeno singoletto. Oltre che per abitudini alimentari scorrette i radicali liberi si formano in seguito a disfunzioni e stati patologici: ischemia dei tessuti, esposizione a gas inquinanti e sostanze tossiche, radiazioni ionizzanti e solari, fumo di sigaretta, eccesso di alcool, attività fisica esagerata.

Gli agenti antiossidanti riportano l’equilibrio chimico fornendo ai radicali liberi gli elettroni mancanti. L’organismo umano si difende producendo antiossidanti naturali, integrabili con un apporto esterno. I principali sono:

Polifenoli: (es. quercetina, epicatechina, flavonoidi, antocianine, anticianidine) sono pigmenti vegetali presenti specialmente in frutta e verdura colorata, polline e derivati, fiori (di zucchina, zucca..).

Vit C: si trova in peperoncino rosso, prezzemolo, peperoni, spinaci, pomodori, carote, agrumi, mirtilli, fragole, banane. Fabbisogno adulti: circa 60 mg/giorno.

Vit E: si trova in carne, latte e derivati, burro, olio di germe di grano, di arachidi, di girasole, di germe di mais, olio d’oliva, riso e pane integrali, noci, frutti oleosi, insalata e piselli. Fabbisogno: 10 mg/giorno.

Carotenoidi e vit A (retinolo): i carotenoidi (betacarotene, licopene, luteina), precursori della vit A, sono pigmenti di colore rosso, arancio e giallo presenti in frutta e verdura. Si trovano in olio di fegato di merluzzo, fegato di vitello, tuorlo d’uovo, latticini, carote, spinaci, vegetali giallo-arancio. Fabbisogno: 700 mcg al giorno nell’adulto.

Selenio: si trova in pesci, molluschi, carni, frattaglie, latte e derivati, lievito di birra, riso, germe di grano, noci, funghi, frutta e verdura in genere. Fabbisogno: 55 mcg al giorno

Rame: si trova in carni, noci, cereali, legumi e pane integrale.Fabbisogno: circa 2/3 mg al giorno

Zinco: si trova in carni, uova, formaggi magri, olio di pesce, molluschi, germe di grano, cereali, legumi, noci e frutti con guscio. Fabbisogno adulti: 55 mg al giorno

Glutatione: è una proteina prodotta nel fegato composta da tre amminoacidi: cisterna, acido glutammico e glicina.

Coenzima Q10: è del gruppo degli ubichinoni. Si trova in carne, pesce, cereali, noci, soia e vegetali in genere. La sua naturale produzione diminuisce con l’invecchiamento. Fabbisogno: circa 5 mg/giorno, crescente dopo i 35/40 anni.

Melatonina: si trova in riso, avena, mais, pomodori, latte bovino appena munto, zenzero, prezzemolo e cibi con triptofano. Ha un forte potere antiossidante.

Alcuni fitoterapici per prevenire l’invecchiamento: acerola, rosa canina, vit A+C+E+selenio, ginko biloba, panax ginseng, zenzero, acido folico, spirulina.

Esempio di nutraceutici: succo d’uva, di mirtilli, di barbabietola, di prugna, di melograno, di carota, succo ACE, tè verde, tè rosso, lievito di birra, papaia fermentata, olio di germe di grano.

Esistono in alcuni cibi sostanze che, in soggetti predisposti, concorrono a scatenare attacchi di cefalea. Tra questi:

Tiramina: vino rosso, birre ad elevata gradazione alcolica, formaggi stagionati, cioccolato, conserve di pesce, banane;

Qlutammato monosodico (sindrome da ristorante cinese): dadi da brodo, salsa di soia, zuppe liofilizzate;

Istamina: pesci, pomodori, uova, birra, vini, salumi;

Metilxantine (caffeina, teofillina, teobromina): caffè, tè, cacao.

Possono provocare crisi di cefalea anche cibi in cui non si è individuata la causa scatenante. Questi sono: bignè, pasta lievitata, pane lievitato, pasta per pizza, agrumi, uova.

Ricordiamo che, in soggetti predisposti, il tempo di cottura può incidere sull’insorgenza della cefalea. La cottura migliore è quella a vapore e in forno a microonde; sono sconsigliate le cotture in forno elettrico, alla brace, al calore umido e soprattutto nei grassi, a causa della formazione di perossidi; si può limitare questo processo usando olio extra vergine di oliva che contiene elevate quantità di vitE, potente molecola antiradicale libero.

Da ultimo la cosiddetta “emicrania alimentare” può essere scatenata dall’assunzione di cibi con elevato tempo di permanenza nello stomaco.

Attraversano lo stomaco in 4 o 5 ore: bistecca arrosto, lepre arrosto, caviale, anitra arrosto, legumi stufati.

Alimenti da usare con moderazione sono: latte intero, panna, carni grasse, pesci grassi (come anguilla e salmone), salumi, formaggi (tranne ricotta, mozzarelle, crescenza, quartirolo e robiolina), crackers, grissini all’olio, pane condito, patate, conserve sott’olio, banane, cachi, fichi, uva, frutta secca o sciroppata, castagne, bibite, burro, lardo, margarina, salse, zucchero, miele, melassa, dolciumi, ghiaccioli, marmellata, biscotti, fette biscottate.

Non tutti i carboidrati fanno aumentare nello stesso modo il livello di zucchero nel sangue, a es. il fruttosio viene assorbito lentamente e quindi causa una risposta insulinica scarsa. Gli amidi e il saccarosio vengono assorbiti molto più rapidamente e determinano una notevole risposta insulinica. Tecnicamente, il fruttosio ha un basso indice glicemico (come molte verdure), mentre pane, pasta, miele e zucchero hanno un indice glicemico elevato. Quando vengono assunti molti amidi o saccarosio, l’organismo reagisce producendo molta insulina e trasformando l’eccesso di zucchero in tessuto grasso. Così il tasso glicemico cala rapidamente sollecitando un desiderio di alimenti dolci. Per rallentare l’assorbimento di zuccheri le due strategie nutraceutiche sono: aumentare la quantità di fibra introdotta con il cibo e associare i carboidrati con le proteine.

Un’altra soluzione nutraceutica non meno importante è quella di sostituire i condimenti di origine animale con olio extra vergine di oliva.

Alcuni fitoterapici che limitano l’assorbimento degli zuccheri: baccello di fagiolo, cloruro di cromo, aglio, cicoria.

Alcuni nutraceutici: crusca, tè verde, fieno greco (leggera azione ipoglicemizzante).

L’insonnia può avere diverse cause: ambientali, ormonali, psicologiche, fisiologiche, ecc. Un’alimentazione corretta può prevenire le forme leggere di insonnia ansiosa.

Si dovrebbero limitare i cibi “stimolanti” come caffè, tè, alimenti che producono istamina (crostacei e molluschi, formaggi stagionati, vino bianco, fragole, pomodori), alimenti contenenti glutammato (pietanze industriali), alimenti troppo salati e/o speziati.

Sono da preferire i cibi che aiutano a rilassarsi come quelli contenenti triptofano (pollo, tacchino, sogliola, orata, avocado, banane, riso, pappa reale, mandorle secche, spinaci) che è un amminoacido che non viene sintetizzato dall’organismo ed è assunto con il cibo; una volta assorbito in presenza delle vit B3 (niacina), vit B6 (piridossina), vit C e zuccheri semplici, si trasforma tramite vari passaggi in serotonina.

Favoriscono il sonno anche alimenti “basici” ricchi di calcio (latte e formaggi freschi), di magnesio (cereali integrali, noci, mandorle, vegetali verdi, camomilla).

Lo zucchero assunto in eccesso (es. spuntino dopo cena davanti alla tv) genera un’iperproduzione di insulina a cui segue un brusco calo di zucchero nel sangue (ipoglicemia) che può causare un improvviso risveglio notturno che può stimolare a ingerire nuovo zucchero.

L’alcool ha nell’immediato un’azione eccitante a cui segue rapidamente un effetto sedativo che favorisce il sonno; dopo 3/4 ore comincerà un sonno disturbato con possibilità di risvegli notturni e di apnee notturne dovute ad una accentuazione del russare e a una sedazione sui muscoli respiratori.

Il pasto serale influisce molto sul riposo notturno; infatti sarebbe buona regola mangiare 3 ore prima di andare a letto limitando i cibi grassi e i dolci e in genere gli alimenti a lunga permanenza nello stomaco. Favoriscono il sonno un bicchiere di latte caldo prima di andare a dormire (diminuisce l’acidità gastrica che può interrompere il sonno) e anche le varie tisane dolficate con miele.

Uno stato di rilassatezza è l’anticamera del sonno. Ecco perché tutti i segnali negativi che provengono dal fisico influiscono con lo stato di tranquillità. Il vecchio consiglio di “contare le pecore” può funzionare perché produce un’azione ripetitiva e una visione tranquillizzante.

Esempi di fitoterapici utili nella prevenzione dell’insonnia: iperico compresse, escolzia, passiflora, valeriana, biancospino.

Esempi di nutraceutici: infusi a base di tiglio, melissa, camomilla eventualmente dolcificati con miele.

Circa un secolo fa la stipsi era quasi sconosciuta e ha iniziato a presentarsi parallelamente allo sviluppo tecnologico e alle conseguenti modificazioni dello “stile di vita”. Rispetto a un secolo fa gli zuccheri nella dieta sono aumentati di dieci volte, le proteine di otto e i grassi di sette, mentre la fibra si è ridotta di cinque volte. La fibra è una componente dei vegetali; non viene assimilata ma esplica due azioni: reagisce con i germi (batteri non nocivi) che vivono nell’intestino producendo sostanze considerate “lassativi vegetali” e si imbibisce di acqua provocando un aumento della fluidità e del volume delle feci. Quando la stitichezza è accompagnata da altri sintomi (dolori addominali, perdite di sangue, dimagrimento, febbre, ecc) è opportuno rivolgersi al medico. Quando diventa cronica e non è dovuta a patologie particolari, essa può causare o aggravare emorroidi, ragadi anali, colite spastica, diverticolosi, ecc..

La prevenzione della stitichezza si attua facendo movimento e ginnastica mirata a contrarre e rilassare i muscoli addominali e aumentando la quantità di fibre presenti nella dieta. La dose giornaliera raccomandata di fibre si aggira sui 30 grammi mentre il consumo medio reale è di 15 grammi. Distinguiamo le fibre tra solubili e insolubili in acqua. Dal punto di vista nutraceutico è importante conoscere sia la percentuale di fibre negli alimenti, sia se esse sono solubili o insolubili, per adottare un’alimentazione funzionale al proprio organismo. Le fibre solubili in acqua aiutano a tenere sotto controllo la glicemia e riducono l’assorbimento del colesterolo nell’intestino.

Al mattino fa bene lo yogurt, specie se probiotico. È utile bere circa 1,5/ 2 litri di acqua al giorno.

Nutraceutici per prevenire la stipsi sono: sciroppo di carciofo e rabarbaro, marmellata e succo di prugne, buste di kiwi, miscela di tre oli (mandorle,vaselina,oliva)

Fitoterapici per prevenire la stitichezza sono: plantago, malva, mannite, tisana di boldo e malva, semi di lino, sciroppo di fichi e manna ecc...

Per prevenire influenza, tosse e raffreddore, si consiglia di privilegiare l’assunzione di frutta e verdura.

Le vitamine in esse contenute, A e C specialmente, sono essenziali per la riproduzione dei linfociti che sono le cellule del nostro organismo deputate a distruggere gli agenti patogeni.

La scelta migliore è consumare frutta e verdura di colore diverso per garantire la massima varietà di sostanze antiossidanti (anti radicali liberi).

Tra questi ultimi è importante il licopene, contenuto in particolare nei pomodori maturi.

Anche i carotenoidi svolgono una fondamentale azione immunitaria: sono pigmenti gialli e rossi precursori della vit A contenuti in particolare in carote, zucche, pomodori, patate, barbabietole rosse, cime di rapa, broccoli. Gli acidi grassi omega3, abbondanti nel pesce, migliorano il funzionamento del sistema immunitario.

Per combattere l’inappetenza che si associa alle sindromi influenzali si può ricorrere a frullati di frutta, bevande zuccherate, composte di purea. Si consiglia di frazionare l’alimentazione in piccoli pasti per distribuire meglio l’apporto proteico, la cui digestione provoca un’elevata spesa energetica sottoforma di calore, senza mai saltare un pasto per non peggiorare il bilancio metabolico negativo.

Alcuni ortaggi con cipolla e aglio oltre ad essere ricchi di vitamine e sali minerali hanno proprietà antisettiche ed espettoranti. Come condimento è meglio privilegiare il limone al posto dell’aceto perché facilita l’assorbimento del ferro dagli altri alimenti (ne sono ricchi cavoli, spinaci, carni rosse) potenziando le difese naturali.

Esempi di fitoterapici nella prevenzione dei malanni stagionali: aloe vera in compresse, uncaria tomentosa, echinacea, zinco, propoli, salice bianco e rosso, acerola, aglio in compresse.

Esempio di nutraceutici: infuso di rosa canina (ricco in flavonoidi, tannini, zinco e vitamine), tisane tiepide dolcificate con miele, (es. tisana foglie di eucalyptus), olio essenziale naturale di eucalyptus da incorporare a gocce nel miele, (azione fluidificante), foglie di eucalyptus per suffumigi, brodo di carne (vasodilatatore e fluidificante), polline d’api, succo di agrumi, succo di mela, sciroppo di mela e liquirizia.

La vitamina C ha numerose proprietà:

  1. aumenta le difese immunitarie

  2. rafforza ossa e denti

  3. aiuta la cicatrizzazione delle ferite

  4. migliora l’assorbimento del ferro

  5. aiuta a prevenire patologie legate a fumo e inquinamento.

  6. aiuta a ridurre i sintomi del raffreddore

In caso di ipovitaminosi si possono manifestare scarsa resistenza alle infezioni, emorragie, sanguinamenti alle gengive, lividi, scorbuto (perdita denti, anemia).

La vitamina C si trova prevalentemente in agrumi, kiwi, peperoni, pomodori, cavolo, lattuga, radicchio.

Esempi di fitoterapici contenenti vit C: acerola, papaia, rosa canina

Esempi di nutraceutici: alimenti a base di kiwi, rosa canina, fragola, agrumi.

Tra gli acidi grassi insaturi (con doppi legami) il linoleico e il linolenico sono definiti essenziali in quanto l’organismo non è in grado di sintetizzarli e devono pertanto essere assunti con l’alimentazione. Tali acidi grassi sono i precursori di due grandi famiglie: omega 3 e omega 6 (cosiddetti perché hanno sicuramente un doppio legame rispettivamente in posizione 3 e 6). Fonti naturali di omega 3 sono i pesci grassi, l’olio di pesce e di lino, le noci e i legumi; gli omega 6 si trovano negli oli vegetali spremuti a freddo, nei vegetali a foglie verdi, nei cereali, nei legumi, nelle noci e in misura minore nelle carni e nei pesci. Gli omega 3 e 6 agiscono in sinergia, gli uni non sostituiscono gli altri e proprio per i loro effetti a volte contrastanti l’assunzione deve essere adeguatamente equilibrata. Il giusto rapporto tra omega 6 e omega 3 è 3:1 ; è accettabile anche 4:1. Diversi studi confermano che l’uomo moderno occidentale rispetto ad individui vissuti in stadi evolutivi precedenti o rispetto ad aree geografiche differenti presenta una maggior concentrazione in omega 6 ed una minore concentrazione in omega 3 e di conseguenza un rapporto omega 6/omega3 più elevato. Infatti negli USA mediamente il rapporto omega 6/omega 3 è 16,74. In Giappone, grazie alla dieta ricca di pesce e quindi di omega 3 il rapporto è 4. Un giusto equilibrio tra omega 6 e omega 3 è fondamentale per la prevenzione di patologie cardiovascolari in quanto gli omega 3 in particolare riducono il livello di trigliceridi nel sangue e i processi infiammatori (per l’azione anti radicali liberi). Per massimizzare l’assunzione di omega 3 è utile limitare i grassi saturi e idrogenati (margarina, oli di palma, di cocco e nei prodotti industriali); usare olio di oliva extra vergine come fonte principale di grassi; diminuire il consumo di olio di mais e di girasole perché eccessivamente ricchi in omega 6; utilizzare olio di lino per condire a crudo cereali, verdure , legumi o per preparare salse che non richiedono cottura (crema Budwig). La dieta di vegetariani e/o vegani può causare carenze di omega 3.

Fitoterapici: omega3incompresse, olio di pesce in compresse, olio di borragine in compresse.

Nutraceutici: olio di semi di lino, olio di germe di grano, olio di pesce.

Una soluzione nutraceutica è la crema BUDWIG, che è una miscelazione di cereali integrali, crudi e macinati con frutti e semi oleosi con l’aggiunta di banane o mele; costituisce un pasto completo e ricco di omega 3.

I sintomi tipici della cattiva digestione (dispepsia) comprendono: bruciori di stomaco, rigurgito acido, eruttazioni, alitosi, dolore agli addominali superiori, difficoltà di svuotamento gastrico, intolleranza a grassi, fritti, carne e uova.

Dopo aver escluso la presenza delle più svariate patologie che la possono causare, la dispepsia può essere dovuta anche a scorrette abitudini alimentari.

Infatti i grassi rallentano i tempi di digestione delle proteine; la frutta acidula (limone, meloni, arance, mele, albicocche) aumenta l’acidità gastrica contrastando la digestione degli zuccheri presenti nella frutta zuccherina (fichi, uva, cachi, castagne) per cui è consigliabile non assumerli insieme.

Quindi, è buona norma ridurre i grassi (soprattutto quelli saturi), assumere fibre, vitamine ed antiossidanti di cui frutta e verdura cruda sono ricche.

Il pesce, rispetto alla carne, è meno ricco di tessuto connettivo e quindi è più facilmente digeribile.

Inoltre è fondamentale conoscere i tempi di digestione che possono variare anche molto a seconda dell’alimento.

Esempi di fitoterapici usati per la prevenzione e/o il trattamento delle difficoltà digestive sono: papaia in compresse, tarassaco in compresse, finocchio in compresse, cumino tintura madre, genziana, carbone in compresse, estratto di liquirizia in compresse, agar agar in compresse.

Esempi nutraceutici: succo di patate Biobiotta (Bio Inspecta Svizzera), succo di aloe vera, succo di carciofo, argilla in polvere, succo di papaia.

Un solo grammo di alcol apporta 7,1 kilocalorie ‘vuote’, ossia non nutrienti. Esistono benefici nell’assunzione di alcol? Pare che stimoli l’appetito e aumenti le secrezioni gastriche; può dare una vasodilatazione coronarica di breve durata; a dosi moderate favorisce la socializzazione. I danni legati al consumo eccessivo di alcol sono invece molteplici:

Effetti acuti: alterazione dello stato di coscienza, perdita delle inibizioni, rallentamento dei riflessi, difficoltà percettive e minore capacità di giudizio; in proporzione alle quantità e ai tempi di ingestione, si manifestano perdita di equilibrio, difficoltà motorie, nausea e vomito, confusione mentale, riduzione della visione laterale, fino ad arrivare a coma e morte.

Effetti cronici: è dimostrata la correlazione tra abuso di alcol e patologie come steatosi epatica, epatocarcinomi, tumori del tubo digerente, pancreatite, gastrite, cardiopatie, avitaminosi (sia per ridotta assunzione di frutta e verdura fresca, sia per ostacolo all’assorbimento delle vitamine), danni al feto durante la gravidanza, denutrizione (l’alcolista spende le sue risorse energetiche per procurarsi l’alcol dimenticando tutti gli aspetti di una alimentazione equilibrata).

L’alcol, al pari delle droghe, causa una sindrome da astinenza, caratterizzata da tremori, sudorazione intensa, insonnia, allucinazioni, convulsioni. È necessario sfatare alcuni luoghi comuni:

  • l’alcol fa digerire”: falso, tende invece a rallentare la digestione e produce secrezioni gastriche eccessive, che ostacolano lo svuotamento gastrico;
  • il vino fa buon sangue“: falso, l’abuso di alcol può portare ad anemia e ipertrigliceridemia;
  • l’alcol disseta”: falso, al contrario l’alcol ha un effetto diuretico che causa una notevole disidratazione;
  • l’alcol scalda“: falso, infatti si comporta da vasodilatatore solo temporaneamente e la sensazione di calore si disperde velocemente.
  • Per questo è pericoloso bere alcolici quando si è esposti a lungo al freddo, infatti si rischiano ipotermia ed assideramento;
  • l’alcol dà forza“: non è vero, infatti non contribuisce a migliorare le prestazioni psicofisiche anzi può comprometterle seriamente;
  • il vino rosso rallenta l’invecchiamento, fa bene alla pelle, protegge il cuore e le arterie”: in effetti il vino contiene antiossidanti e polifenoli che hanno una funzione benefica a livello cardiocircolatorio; è vero altresì che frutta e verdura di stagione contengono una quantità superiore di antiossidanti e senza lo svantaggio di ingerire una sostanza tossica come l’etanolo.

Cenni sul metabolismo dell’alcol

L’alcol è una sostanza estranea per l’organismo. Una volta bevuto viene subito assorbito per un 10/20%, in minima parte nella bocca ed in maggioranza nello stomaco, diffondendosi nel sangue; verrà eliminato attraverso il sudore, l’urina e il respiro. Il restante 80/90% arriva al fegato dove, tramite gli enzimi (alcooldeidrogenasi) viene trasformato in lipidi (fegato grasso), zuccheri (glicemia), acqua e anidride carbonica. La quantità in eccesso che il fegato non riesce a smaltire passa direttamente nel sangue e sarà eliminata attraverso i polmoni (da qui l’odore di alcol di chi ha bevuto troppo o dell’alcolista cronico) o con l’urina. Il metabolismo è molto lento: il fegato impiega circa 2 ore per trasformare l’alcol presente in un bicchiere di vino di 150 ml. Infine, non tutti hanno la stessa capacità di metabolizzare l’alcol; in donne, anziani, asiatici e nelle persone che ereditano un patrimonio genetico particolare è inferiore.

Altri fattori modificano l’alcolemia:

  1. Il peso corporeo: le persone magre raggiungono un tasso alcolico maggiore delle persone corpulente.
  2. Il tipo di bevanda alcolica: più alta è la gradazione alcolica più veloce è l’assorbimento dell’alcol e maggiore è l’irritazione delle mucose del tratto digestivo.
  3. La modalità di assunzione: una certa quantità di alcol sarà assorbita più rapidamente se bevuta in un’unica dose piuttosto che dilazionata nel tempo.
  4. La presenza di cibo nello stomaco: quando lo stomaco è vuoto, l’assorbimento è molto rapido mentre è più lento in presenza di cibo. In particolare gli alimenti grassi rallentano l’assorbimento, mentre zuccheri, acqua e bevande frizzanti l’accelerano. Ecco perché l’alcol dello spumante viene assorbito velocemente.
  5. Le condizioni di salute: chi soffre di gastrite assorbe più rapidamente l’alcol a causa dell’infiammazione della mucosa.
  6. L’assunzione di farmaci: alcuni farmaci possono modificare i tempi di assorbimento dell’alcol perché alterano la motilità gastroenterica e/o il flusso del sangue alle mucose. Inoltre l’alcol può potenziare gli effetti collaterali di alcuni farmaci (sedativi, sonniferi,ecc).

Livelli alcolemici

Il limite oltre il quale l’alcol comincia a manifestare i suoi effetti tossici è stabilito in base alle UNITÀ ALCOLICHE (U. A); 1 U. A = 12 grammi di etanolo (sostanza estranea al nostro organismo e che il fegato deve metabolizzare). Questa quantità di etanolo è contenuta in 40 ml di superalcolici, 125 ml di vino o 330 ml di birra. L’ uomo adulto può assumere fino a 2 o 3 U. A al giorno, la donna fino a 1 o 2 U. A, mentre un anziano al massimo 1 U. A. Le etichette delle bottiglie riportano il tasso alcolico in gradi che rappresenta il volume occupato dall’alcol in 100 ml di prodotto. Per sapere quanti grammi di etanolo sono presenti in 100 ml di bevanda alcolica è sufficiente moltiplicare il tasso alcolico per 0,8.

Ad esempio100 ml di vino a 11 gradi contengono 0,8 x 11 = 8,8 grammi di etanolo; 1 litro di quel vino ne conterrà 8,8×10 = 88 grammi.

Per prevenire la caduta dei capelli si consiglia l’assunzione di:

  • Cistina e lisina presenti in carni bianche o rosse e pesce (due volte alla settimana), fegato e selvaggina;
  • Zuccheri (preferibilmente integrali), presenti in pane, pasta e tutti i cereali,evitando quelli semplici e/o raffinati presenti nei dolciumi;
  • Vitamine, in abbondanza, con frutta e verdura;
  • Ferro, zinco, magnesio e infine rame, che partecipa al processo di composizione della melanina secondo la dose giornaliera raccomandata.

I grassi sono da consumare con moderazione.

N.B. Una dieta povera di oligoelementi può provocare una massiccia caduta dei capelli (defluvium telogenico)

Per favorire la crescita dei capelli si consiglia l’assunzione di:

  • Proteine presenti in uova latticini e frutta secca;
  • Ferro e rame in fegato, legumi e frutti di mare;
  • Calcio in vegetali verdi, latticini e molluschi;
  • Vit A in burro, vegetali gialli, uova;
  • Vit B in fegato, lievito di birra e cereali;
  • Vit C in verdura e frutta fresca;

Per prevenire l’ingrigimento è utile consumare tè verde

Sono altrettanto efficaci gli integratori a base di miglio, serenoa repens, tè verde, cistina, equiseto, selenio, niacina, vit B, teurina, catechine vegetali, rame e zinco, olio di soia.

Sono utili i seguenti principi nutritivi:

  • Vit A, che si trova in natura in due forme: retinolo (in tuorlo d’uovo e fegato) e carotenoidi (in frutta e verdura arancione e verde scuro), infatti la carenza di vit A accentua la sensibilità alla luce, abbassa la visione notturna e rende gli occhi rossi e irritabili;
  • Luteina, che è un pigmento in grado di filtrare la luce e di proteggere l’area centrale della retina chiamata macula e si trova nei vegetali verdi o gialli come broccoli, cavoli, spinaci, zucche e piselli;
  • Zeaxantina, che è un carotenoide della famiglia delle xantine presente in succo d’arancia, mango e tuorlo d’uovo.
  • Antacianosidi, che hanno un elevato potere antiossidante e aiutano la rigenerazione della rodopsina, pigmento visivo deputato alla visione crepuscolare e si trovano in elevata quantità nel mirtillo nero.


Altre sostanze utili nella prevenzione delle malattie oculari sono: vit C, vit E, zinco e acido docosanoico o DHA. L’acido docosanoico, o Dha, presente nell’olio di pesce, è indispensabile per la vista. Nei bambini nati prematuri, privi di scorte di energia e di acidi grassi importanti per lo sviluppo della retina, l’acuità visiva può risultare compromessa, considerato che proprio negli ultimi tre mesi di gravidanza si acquisiscono grandi quantità di Dha. Di conseguenza, se non è nutrito al seno materno o con un latte in polvere arricchito di Dha, il prematuro potrà essere carente di questa sostanza. La soluzione è che la dieta materna sia ricca di pesce. Soluzioni nutraceutiche possono essere succo di mirtillo e succo di carota, anche arrichiti con specifici minerali e vitamine.

La causa dell’insorgenza di afte e stomatiti non è ancora chiara. Esistono fattori che certamente favoriscono la loro comparsa: deficit alimentare, carenza di vit B12, di acido folico, di ferro, stress, periodo mestruale, celiachia, scarsa igiene orale. Gli alimenti ricchi di vit B12, ferro e acido folico prevengono o riducono le ricadute frequenti.

È opportuno limitare nella dieta l’assunzione di cioccolato, caffè, alcolici, aceto, agrumi, pepe, peperoncino, spezie e anche di alimenti troppo caldi; questi predispongono all’insorgenza dell’afta e ne peggiorano il dolore da essa derivato.

Per la prevenzione è utile consumare alimenti ricchi di vit B 12 come carne, pesce, pollame, formaggi, tuorlo d’uovo.

La vit A, il complesso B, il rame, il calcio, il manganese e il molibdeno facilitano un completo assorbimento del ferro.

Alcuni fitoterapici usati nella prevenzione di afte e stomatiti: integratori del gruppo B, acerola;

alcuni nutraceutici: succo d’arancia, succo di mirtillo, succo di carota, succo ACE, lievito di birra, polline, succo di limone, siero di latte.

La cistite è la più diffusa tra le infezioni urinarie. Si manifesta con dolore o bruciore alla vescica, urgenza e frequenza della minzione.

Qualche esempio di fitoterapico per prevenire il disturbo:

  • Mirtillo rosso, che produce acido ippurico sfavorevole allo sviluppo dei batteri e contiene antocianidine che impediscono l’adesione dei batteri patogeni alle cellule uroepiteliali favorendone l’eliminazione;
  • Uva ursina che è ricca di arbutina, che compie un’azione disinfettante tramite il metabolica idrochinone;
  • Gramigna che essendo ricca di fruttosani è un antinfiammatorio naturale e ha un effetto diuretico;
  • Pilosellache contiene flavonoidi.

Qualche esempio di alimento nutraceutico: succo di mirtillo, miele di eucalipto, succo di ribes, infuso di semi di finocchio e malva.

Le cause dell’alito cattivo possono essere: cattiva igiene orale, gengivite, carie, flora batterica della lingua, disturbi gastrointestinali, disturbi respiratori, fumo di tabacco, alcool, uso frequente di aglio e cipolla , alimentazione ricca di zuccheri raffinati e povera di sali raffinati, insufficenza renale e diabete.

È utile assumere molte fibre (cereali integrali, verdura, frutta con la buccia, vit B1 e vit B2 (pesce magro, latte, formaggi, legumi, frutta secca), vit C (kiwi, agrumi, frutti di bosco, peperoni, pomodori), calcio e latticini in genere.

È buona norma limitare alimenti contenenti fecola, grassi, carni rosse.

Rimedi fitoterapici: zenzero, cumino, vit B, fermenti lattici, infusi di bacche di ginepro, genziana, olio essenziale di mirra.

Rimedi nutraceutici: salvia fresca, foglie di prezzemolo, finocchio, menta.

Una soluzione nutraceutica può essere quella di fare un gargarismo utilizzando un decotto preparato con 30 gr di fiori di rosmarino, 30 gr di fiori di salvia, 5 gr di chiodi di garofano, 5 gr di cannella , 2 gr di noce moscata, e 50 gr di miele bolliti in ½ litro di acqua.

La propoli funge da antibatterico e previene le infezioni del cavo orale e le gengiviti.

Sono utili anche i frullati verdi (finocchio, sedano, peperone) contenenti clorofilla, così come fermenti lattici e yogurt. Questi ultimi neutralizzano i batteri che sono causa di alito cattivo.

La comparsa dell’herpes può essere prevenuta e/o limitata seguendo alcune indicazioni alimentari.

Alimenti inibenti sono quelli ricchi dell’amminoacido lisina, che rallenta o altera la crescita del virus, per esempio pesce e frutti di mare, fagioli, lievito di birra, verdure (cipolle, ravanelli, carote).

Alimenti che invece facilitano la ricaduta sono quelli ricchi dell’amminoacido arginina per esempio frutta secca, cioccolato, alcuni tipi di vino rosso; per altri motivi non chiari sono da limitare zucchero, bevande gassate, caffè, alcool, farina bianca e integrale.

Alcuni fitoterapici per la prevenzione dell’herpes: integratori a base di vit C, complesso B, vit E, zinco (uso interno ed esterno) echinacea, uncaria, ribes nigrum.

Alcuni nutraceutici: succo di aloe vera (uso interno ed esterno), aglio, alga marina kelp.

Una soluzione nutraceutica per la prevenzione dell’herpes può essere: assumere due volte al giorno dopo i pasti 2 gocce di olio essenziale di malaleuca, (antisettica) e 2 gocce di olio essenziale di lavanda da incorporare nello zucchero.

Una soluzione nutraceutica per uso locale: mescolare 25 ml di olio di iberico (immunostimolate), 5 ml di olio essenziale di lavanda e 5 ml di olio essenziale di malaleuca e massaggiare sulla parte interessata 5/6 volte al dì.

Per prevenire l’acidità di stomaco può essere molto utile seguire indicazioni relative alla dieta.

Esempi di fitoterapici: argilla verde (si sciolgono due cucchiaini di argilla in mezzo bicchiere di acqua e si beve la soluzione dopo i pasti), carbone vegetale.

Esempi di nutraceutici: succo di patate, succo di carota, succo di mela.

 

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C.D.F. SpA (Centro di Distribuzione del Farmaco, Parma) è il distributore delle PhARMASKEDE, redatte in collaborazione con il dott. Enrico Ovaleo Pandolfo, specialista in Angiologia e Chirurgia vascolare.